Rosso, Brunello e Riserva: i vini Carpineto e i sapori che li completano

pubblicato 08-01-2026

A Montalcino il vino non è solo vino. È il racconto di un territorio che ha saputo trasformare la propria identità in qualcosa di riconoscibile in tutto il mondo. Il Sangiovese Grosso qui trova le condizioni per esprimersi al massimo livello, e i vini che nascono da queste colline portano con sé la storia della terra, il lavoro di generazioni, la pazienza necessaria a fare le cose per bene. I vini Carpineto sono l'espressione di questo legame profondo tra viticoltura e territorio, e quando si siedono a tavola con i piatti della tradizione toscana raccontano una storia che vale la pena ascoltare.

La Tenuta Carpineto sorge in uno dei punti più alti della denominazione, circa 500 metri sul livello del mare. Il suolo qui è di natura sedimentaria, con uno scheletro di galestro sotto accumuli di argilla che risalgono all'epoca pliocenica, quindici milioni di anni fa. 

I vigneti godono di una posizione panoramica e ventilata, circondati da una fitta macchia mediterranea che li protegge dalle correnti umide provenienti dalla Maremma. Questa esposizione particolare dona ai vini grande eleganza, mineralità e una longevità che permette loro di evolversi per decenni in cantina.

Il Rosso di Montalcino 

Il Rosso di Montalcino Carpineto è il primo incontro con il Sangiovese Grosso di questa zona. La vinificazione avviene con macerazione delle vinacce nel mosto per circa dieci-dodici giorni a temperatura controllata tra i 25 e i 30 gradi. Dopo la fermentazione, il vino matura per un breve periodo in botti di Slavonia di diverse capacità. Il risultato è un vino rosso rubino con calde note granate, netto al naso con sentori di fiori, in particolare di mammola. In bocca è vellutato, sapido, rotondo, con una struttura già importante nonostante la giovane età.

È un vino che non ha paura di sporcarsi le mani, proprio come i piatti che nascono dalla cucina povera toscana, come la ribollita. 

La ribollita infatti è forse il piatto che meglio rappresenta l'anima della cucina toscana. Cavolo nero, fagioli cannellini, pane raffermo che si sfalda nella zuppa densa. Un piatto nato dalla necessità di non sprecare niente, che il giorno dopo riscaldato diventava ancora più buono, ancora più saporito. 

Il Rosso di Montalcino si abbina bene perché ha la freschezza giusta per alleggerire la densità della zuppa, la sapidità che serve per non farsi sopraffare dai sapori intensi del cavolo nero e dei legumi. Il vino pulisce la bocca tra un cucchiaio e l'altro, prepara al boccone successivo. Va servito tra i diciotto e i venti gradi, mai troppo freddo per non perdere la sua espressività.

Brunello di Montalcino 

Il Brunello di Montalcino DOCG 2020 Carpineto è cento per cento Sangiovese Grosso proveniente dai vigneti più alti della tenuta. La vinificazione è condotta da lieviti autoctoni in vasche di acciaio a temperatura controllata. 

Per preservare il bouquet tipico del Sangiovese vengono eseguiti rimontaggi frequenti e una lunga macerazione sulle bucce. Il vino poi matura per tre anni in botti di rovere di Slavonia di diverse capacità, seguito da almeno sei mesi di affinamento in bottiglia in locali a temperatura costante. Il colore è rosso rubino intenso con leggeri riflessi granato. 

Al naso è netto, fino, ampio e persistente, con sentori di vaniglia, ciliegia, lampone e liquirizia. In bocca è asciutto, caldo, morbido e di grande struttura, con una persistenza importante.

Questa complessità chiede un piatto altrettanto strutturato, capace di reggere il confronto, come il cinghiale in umido.

Il cinghiale in umido è un piatto che a Montalcino conoscono da sempre. La carne del cinghiale ha un sapore selvatico deciso che si trasforma dopo ore di cottura lenta nel vino rosso con ginepro, rosmarino, a volte qualche chiodo di garofano. Il fondo si restringe, diventa denso e profumato, la carne si ammorbidisce fino a sciogliersi quasi sulla forchetta. 

Serve un vino che abbia la forza di stare accanto a questi sapori importanti senza essere coperto, che sappia dialogare con la complessità del piatto. Il Brunello ha questa capacità. 

Le sue note di frutti rossi si legano ai profumi della macchia che sono già nel sugo, la struttura regge il confronto con la densità della carne, l'acidità taglia la grassezza e riequilibra ogni boccone. 

È un abbinamento che funziona perché vino e piatto condividono lo stesso DNA territoriale. Il vino va servito tra i diciotto e i venti gradi, meglio se passato in decanter per permettergli di aprirsi.

Brunello di Montalcino Riserva

Il Brunello di Montalcino Riserva Carpineto rappresenta il vertice della produzione. Qui la maturazione si prolunga per almeno 42 mesi in botti di rovere di diverse capacità, seguita da un affinamento in cantina a temperatura e umidità naturale, costante e controllata. Il colore è rosso rubino intenso, di forte concentrazione antocianica, con leggeri riflessi tendenti al granato. Il profumo è intenso e persistente, netti i sentori di frutti di bosco con leggere sfumature di vaniglia, una nota speziata nel finale che troverà ancora più spazio con l'evoluzione. In bocca conferma l'ampiezza e l'intensità che descrivono un vino di grande spessore destinato a un lungo percorso evolutivo.

Un vino così importante ha bisogno di un piatto all'altezza, di quelli che si preparano nelle grandi occasioni come la Bistecca alla Fiorentina.

La bistecca alla fiorentina è più di un piatto, è un rito che si rispetta da secoli. Carne di Chianina, alta almeno tre dita, con l'osso a T che separa il filetto dal controfiletto. 

Si cuoce sulla brace viva, deve rimanere al sangue dentro, sigillata fuori. Si condisce solo con sale grosso dopo la cottura. Non serve altro, la qualità della carne deve parlare da sola. È un piatto che richiede un vino importante, e il Brunello Riserva è all'altezza. 

Ha l'eleganza per non coprire il sapore della carne ma anche la struttura necessaria per reggere il confronto con un boccone così intenso. L'acidità taglia la grassezza, la complessità del vino dialoga con la complessità della carne, ogni sorso pulisce il palato e prepara alla forchettata successiva. Va servito tra i diciotto e i venti gradi, in decanter, per permettergli di esprimere tutta la sua ampiezza.

I vini di Carpineto a Montalcino nascono dall'incontro tra un territorio particolare e il tempo necessario a fare le cose come si deve. Quando questi vini incontrano i piatti della tradizione toscana si crea un dialogo naturale, un racconto che passa attraverso il bicchiere e il piatto e che parla di un territorio che sa ancora cosa significa aspettare.