Perché un bianco, come il Farnito Chardonnay IGT, può funzionare meglio del rosso anche con la carne


 

pubblicato 19-12-2025

Perché un bianco, come il Farnito Chardonnay IGT, può funzionare meglio del rosso anche con la carne

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C’è un preconcetto che fatica a scomparire dal mondo del vino, ossia la granitica convinzione che i bianchi sarebbero compagni esclusivi dei piatti di mare. Basta però osservare le tavole natalizie nordamericane per accorgersi di quanto la regola risulti fragile. Tra Canada e Stati Uniti il pranzo delle feste ruota attorno alle carni bianche, ai tacchini ripieni, agli arrosti più morbidi e, sempre più spesso, accanto a queste preparazioni, spunta un calice di bianco ricco di struttura.

Il vino che andremo a presentare nell'articolo, il nostro Farnito Chardonnay IGT 2022 risponde proprio a quanto detto, delineandosi come scelta ideale per chiunque desideri esplorare questo tipo di abbinamenti. 

 

Prodotto da uve dei nostri vigneti della nostra tenuta di Chianciano/Montepulciano ad un'altitudine di 300 metri sul livello del mare esprime delle perfette caratteristiche per accompagnare i piatti di carne tipici delle festività.
 

Perché il bianco funziona con le carni più leggere

 

Pollo, tacchino e vitello condividono un tratto fondamentale: la delicatezza. Il sapore tende al dolce, la consistenza è morbida e le note aromatiche si mantengono contenute. Pertanto, un rosso molto pieno rischierebbe di sovrastare le sfumature, coprendo la tenerezza della carne invece di valorizzarla.

Un bianco dotato di buona struttura, al contrario, dialoga con equilibrio con ingredienti così gentili. 

 

Il Farnito Chardonnay IGT appare nel calice giallo dorato con riflessi fulvi con un profumo armonico, persistente con sentori di frutta tropicale, agrumi e spezie come la vaniglia. Un vino dal sapore secco ma senza asperità, morbido, sapido, armonioso, con sensazioni persistenti, di gran classe.


Gli abbinamenti più riusciti per le festività
 

Il tacchino ripieno, emblema delle tradizioni nordamericane, trova nel Vermentino un partner di grande affidabilità. La farcitura con castagne, salsiccia, frutta secca ed erbe aromatiche crea un mosaico di aromi complesso, con cui il bianco maremmano riesce a sposarsi perfettamente, esaltando ogni elemento senza entrare in competizione con il gusto della carne.

Lo stesso equilibrio possiamo ritrovarlo negli arrosti più delicati di pollame. Un pollo al forno profumato con rosmarino e salvia, una faraona ai funghi o un cappone ripieno traggono vantaggio sia dalla freschezza che dalla struttura del Vermentino.


Un caso particolare è quello del vitello tonnato. Antipasto tradizionale dei pranzi natalizi piemontesi, unisce la dolcezza della carne alla cremosità della salsa e alla sapidità dei capperi. Un bianco fresco e profumato permette di bilanciare ogni componente, regalando al palato una sensazione pulita a ogni assaggio.

Anche le ricette più elaborate, come una caponata invernale preparata con le verdure di stagione, si abbinano con sorprendente naturalezza. Mineralità e sfumature floreali sposano gli equilibri agrodolci che caratterizzano tanta cucina mediterranea legata alle feste.

Un ponte tra tradizioni

 

La filosofia produttiva di Carpineto si rispecchia in modo chiaro nel Farnito Chardonnay IGT con una una macerazione delle bucce nel succo d'uva a bassa temperatura e quindi una lenta ed accurata fermentazione del mosto, ad opera di lieviti selezionati. 

 

I lieviti e tutte le sostanze solide che si sono formate durante la fermentazione sono mantenute in sospensione con ripetute agitazioni. In mesi invernali viene riposto in barili per un breve periodo.


La temperatura di servizio più adatta oscilla tra i 10 e i 15 gradi: abbastanza fresca da mantenere viva la spinta acida, ma non troppo da comprimere i profumi.

Sulle tavole delle feste il Farnito Chardonnay IGT diventa così un ponte tra tradizione e apertura verso nuove abitudini gastronomiche. Rimane fedele alle radici italiane del buon bere, pur avvicinandosi alle culture dove l’abbinamento tra bianco e carne è pratica normale.

In fondo, gli accostamenti migliori non nascono da regole rigide, ma dalla curiosità di scoprire combinazioni nuove, dalla voglia di superare certi cliché e dal piacere di trasformare ogni pranzo festivo in un’esperienza memorabile. E il periodo natalizio, per definizione, è tra i momenti migliori per sperimentare.