Sostenibilità
Siamo in piena estate. E luglio è un mese cruciale per la gestione della vigna. D’altra parte manca ormai relativamente poco alla vendemmia, e i grappoli sono ormai ben presenti sulla pianta in attesa dell’invaiatura (ossia: quel momento in cui cambiano colore, passando dal colore verde a quello tipico della maturazione).
È quindi importante provvedere a una corretta gestione della pianta. Procedendo con quella serie di azioni che ci porteranno poi, nel migliore dei modi, alla fase della raccolta tra un paio di mesi. La frase chiave, in questa fase, è: gestione della chioma. Bisogna infatti proteggere la vite dai raggi del sole e dalla luce, che in questo periodo dell’anno si fanno piuttosto sentire. C’è perciò bisogno di una serie di azioni mirate che, da un lato, ci consentano di preservare la pianta; dall’altro ci permettano di far sì che il grappolo d’uva cresca e maturi nel migliore dei modi.
Ed è ciò che, qui in Carpineto, mettiamo in campo in ognuna delle nostre tenute. Dal Vino Nobile al Chianti Classico, fino alle nostre vigne di Montalcino e Gavorrano: nulla è lasciato al caso, e ogni fase è trattata con il più assoluto scrupolo.
Partiamo da un dato: la vite è una pianta “fototropica”. Vuol dire che va a cercare la luce anche laddove quest’ultima è piuttosto scarsa. È per questo che la pianta genera un apparato di foglie molto spesso eccessivo rispetto alle esigenze legate alla crescita dei frutti. Per questo dobbiamo andare a riequilibrare il tutto, altrimenti i grappoli si ritroverebbero totalmente adombrati dalle foglie. La prima fase, quella della spollonatura, l’abbiamo già completata in primavera (cioè: eliminare i germogli non produttivi e superflui). Ora, in luglio, bisogna appunto procedere alla cosiddetta sfemminellatura, ossia: eliminare quei germogli secondari che, se lasciati liberi di produrre, comporterebbero una eccessiva portata di foglie sulla chioma.
Si procede poi alla sfogliatura. Vale a dire, come suggerisce il nome stesso, rimuovere le foglie in eccesso intorno ai grappoli per permettere a questi ultimi una maggiore esposizione alla luce del sole. Di modo da garantire una migliore ventilazione e, al contempo, una più corretta fase di maturazione. In questo periodo estivo bisognerà poi continuare con la cosiddetta fase di cimatura: tagliare le punte dei rami in eccesso, eliminando la parte superiore del tralcio, per ottenere un triplice obiettivo: prevenire le malattie dovute ai funghi; favorire la circolazione dell’aria all’interno della pianta; dirigere l’energia della vite verso i grappoli anziché verso zone improduttive.
Parliamoci però chiaro: l’apparato fogliare non è certo il nemico da combattere. Le foglie sane della vite, infatti, servono per nutrire e far maturare i grappoli. Queste fasi di cosiddetta potatura verde in luglio, infatti, non dovranno mai essere troppo drastiche: ma volte ad alleggerire la vite dall’eccesso di apparato fogliare, permettendole così di essere più “performante” nella produzione delle uve. Insomma: come già ricordato, gli interventi dovranno essere mirati e funzionali al nostro obiettivo.
I grappoli d’uva, alla fine del mese di luglio e per tutto il mese di agosto, saranno poi interessati dal processo ricordato poco fa: quello dell’invaiatura, il momento in cui cambiano pian piano colore e maturano ripetendo, come ogni anno, il miracolo della vite.
È questo il periodo forse più affascinante dell’anno (assieme a quello della vendemmia). Vedere le uve che pian piano crescono, maturano, si apprestano a essere trasformate in vino. Un momento magico che, dopo tanti anni, ancora ci emoziona e ci fa rivivere questi magici istanti come fosse la prima volta.