La rassegna stampa di giugno 2024

pubblicato 02-07-2024

La rassegna stampa di giugno 2024

Giugno è stato un mese eccezionale per Carpineto, segnato da un traguardo senza eguali: il Brunello di Montalcino Riserva 2018 ha ottenuto il riconoscimento "The Best in Show" con 97 punti al Decanter World Wine Awards 2024, concorso vinicolo internazionale rinomato per il suo rigoroso processo di valutazione. Il concorso, organizzato dalla famosa rivista inglese Decanter, rappresenta uno dei più prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale e il riconoscimento “The Best in Show” vale l’inserimento nella lista dei 50 migliori vini del mondo

Oltre al “The Best in Show”, il nostro Brunello di Montalcino 2019 è rientrato nella categoria Platinum sempre con 97 punti. 

Traguardi che ci riempiono d’orgoglio, ma di cui non siamo sorpresi. Per noi il Brunello è un’arte fatta di conoscenza e tradizione, che affonda le sue radici nella nostra terra.

Cosa rende il nostro Brunello di Montalcino così speciale? Partiamo dal vigneto unico che gli dà origine, Vigneto Paradiso, situato a circa 500 metri sul livello del mare, uno dei più alti della denominazione di Montalcino. Un terreno che ha una posizione strategica, grazie alla quale anche durante un’annata piovosa come quella del 2018 - come spiega italiaatavola.net - Carpineto è riuscita a ottenere uve perfettamente sane e con un’ottima maturità

Merito del suolo ben drenato, del vento che soffia generosamente su tutto il vigneto, del microclima che di conseguenza vi si genera. Caldo di giorno, temperato e fresco di notte. Tutti questi fattori, uniti all’altitudine dei vigneti, permettono una maturazione lenta e graduale delle uve, conferendo al Brunello di Montalcino profumi intensi e complessi, freschezza, mineralità ed eleganza. 

Chiaramente la definizione più completa - e anche quella più evocativa della bellezza del Vigneto Paradiso a Montalcino - è proprio quella formulata da Decanter:

il naso si immerge in una luminosa ricchezza orchestrale - frutta e noci mangiate all’aperto in una sera d’estate profumata. Al palato il vino è saldamente strutturato e sempre più ampiamente bilanciato, diremmo un esempio di stile (...) Un sicuro esempio del più magistrale tra tutti i grandi vini toscani a base Sangiovese.

 

Carpineto continua così a produrre alcuni dei migliori Brunello di Montalcino al mondo grazie alla qualità delle vigne situate nella tenuta di Montalcino. 

Un successo si deve al lavoro meticoloso e alla passione per la viticoltura che contraddistinguono la nostra azienda da generazioni. Perché per noi il vino è tradizione, oltre che passione. Un viaggio che ci lega alla Toscana, ma che in realtà è partito in parte dalla Puglia, dove Antonio Mario Zaccheo ha iniziato il suo percorso. A Turi, nell’azienda di famiglia - tra le prime a produrre il Primitivo - Antonio ha appreso le nozioni iniziali sulla viticoltura prima di fondare la sua Carpineto assieme all’amico enologo Giovanni Sacchet. 

Per questa ragione Antonio Mario Zaccheo ha accettato l’invito a scrivere la prefazione del libro Il Primativo di Turi. Piccolo blu di Puglia, di Stefano de Carolis, e a prendere parte il 21  giugno alla presentazione del libro presso le Cantine Coppi di Turi.

“La Puglia è stata la mia palestra di vita e viticoltura e continuo a sentirla come un immenso giardino della natura… Sono stato allevato e cresciuto a Turi a pane e primitivo, infatti mio padre, che è uno dei protagonisti di questo libro, era uno dei primi e maggiori produttori del vino Primitivo. Le mie prime esperienze lavorative sono state nella sua cantina sulla via di Putignano…” così Antonio Mario Zaccheo ricorda il suo legame con la Puglia come riportato da Cronache di Gusto.

Per leggere tutti gli articoli che ci hanno citato durante il mese di giugno: