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Note di Degustazione: Appodiato di Montepulciano Molin Vecchio

Esistono diverse idee di eccellenza. Per un pittore possono essere le tele di Leonardo o gli affreschi di Raffaello; per uno sportivo, le imprese degli atleti olimpici; per un musicista, le sublimi sonate per pianoforte di Chopin o Mozart. Per un viticoltore, ciò che proviene dal frutto di un lavoro attento e certosino, in vigna come in cantina.

L’Appodiato di Montepulciano Molin Vecchio è sicuramente una delle nostre eccellenze. Proveniente da un vigneto impiantato nel 1995, con bassa densità per ha (4464 piante per ettaro, per la precisione), questo grande vino è il frutto di un’accuratissima scelta dei vitigni e dei cloni di provenienza, vendemmiati in genere verso la fine di settembre: 80 percento Sangiovese, di cui selezioniamo uno specifico clone su specifico portainnesto; Cabernet Sauvignon per il 10 percento e Syrah per l’altro 10. Fin dall’inizio del suo ciclo di vita, questo vino non lascia nulla al caso, nemmeno l’annata. Il Molin Vecchio viene prodotto solo nelle annate che reputiamo a cinque stelle.

Dopo la vinificazione, effettuata in locali a temperatura controllata sui 25-30 gradi centigradi, il vino viene sottoposto a fermentazione malaolattica (trasformazione dell’acido malico in acido lattico, più morbido e meno acre) e fatto maturare in barrique da 225 litri di rovere francese e americano. All’imbottigliamento, effettuato senza ricorrere a trattamenti o filtrazioni di alcun tipo, segue l’affinamento in bottiglia per oltre 45 mesi, di modo che il vino si stabilizzi perfettamente, esprimendo al meglio tutte quelle caratteristiche organolettiche che rendono il Molin Vecchio un prodotto unico.

Esame visivo

Il colore rimane di un rosso vivo e intenso, frutto della grande concentrazione antocianica dei vitigni di provenienza. Al roteare del calice notiamo subito la grande consistenza del vino, che accarezza le pareti del calice con tutta la sua avvolgente corposità.

Esame olfattivo

Il Molin Vecchio è vino di grande longevità. Tuttavia, già nei suoi primi anni di vita, mostra un equilibrio sorprendente, già al naso. La notevole persistenza ne fa un vino di grande finezza ed eleganza. Lo spettro dei riconoscimenti è un viaggio onirico in boschi fatti di frutta rossa, prugna, more; nelle confetture e nei sentori speziati di cannella e pepe nero; nella grande famiglia dei tostati, dalla vaniglia al caffè, fino al cacao, al tabacco, alla nocciola. Una carezza dopo l’altra per il nostro olfatto.

Esame gustativo

Il palato conferma e acuisce le meraviglie sensitive del naso. Morbidezza, complessità, eleganza, si fondono in un gioco di equilibri fra acidità e sapidità, nel tannino presente ma mai troppo aggressivo, nel calore che il sorso trasmette a tutto il corpo. Un sorso che diventa un abbraccio.

Abbinamenti consigliati

Vino perfetto per i grandi arrosti della cucina toscana e italiana. Esprime le sue enormi potenzialità anche con la classica bistecca fiorentina e la cacciagione

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