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Vinsanto del Chianti 1986, D.O.C. |
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Il Vinsanto in Toscana è un vino tanto importante e carico di significato che difficilmente si acquistava, era un’ambizione farlo in casa con le proprie mani; in ogni famiglia c’era la persona addetta a tale arte, normalmente il babbo o il nonno. Le origini ipotizzate di questa squisita bevanda, come pure quelle del suo singolare nome sono diverse e si perdono nella notte dei tempi. Una leggenda senese parla che nel XIV° secolo un frate distribuiva un vino che faceva guarire gli ammalati, da cui la convinzione che si trattasse di un vino miracoloso, "Santo". Non è da escludere però che il nome "santo" derivi dall'uso che se ne è sempre fatto durante la Messa. Uve utilizzate: Trebbiano toscano 60%, Malvasia 40%, non si conoscono i cloni ne i portinnesti. Vinificazione: Ottenuto dal succo di uve poste ad appassire su appositi graticci e fatto poi fermentare, nel periodo invernale, molto lentamente, in piccole botti. Maturazione: E’ rimasto per tutti questi anni, una parte, in “caratelli” tradizionali di castagno e una parte in piccole botti e barili di rovere collocati in siti diversi presso le nostre aziende. Imbottigliato dopo essere stato riunito in un unico corpo. Affinamento in bottiglia: in locale interrato a naturale temperatura costante. Colore: bel colore giallo dorato con tonalità antiche. Profumo: intenso e variegato profumo dagli innumerevoli sentori che vanno dalla confettura di albicocca a quella di pesca, al mallo di noce, fino agli aromatici della malvasia che ancora sono presenti. Sapore: Dolce ma non stucchevole, complesse e intensissime fragranze balsamiche ed eteree che permangono in bocca per molto tempo dopo averlo degustato. Temperatura di servizio: 5-7°C come aperitivo, 16-18°C con il dessert, 20°C da meditazione. Abbinamenti gastronomici: vino da dessert, da aperitivo, da formaggi erborinati come il pecorino “Pientino di fossa” e il gorgonzola piccante, da meditazione e da qualsiasi ora e per ogni occasione.
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